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Giulia Sarli

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Zazie dans le metrò

Se il dito indica il cielo, l'imbecille guarda il dito..
July 04

Assenza


La mia natura slitta oltre il senso comune.
Sono un' -a, privativa, incommensurabile.
Il mio lavoro è tutto interno,
in questo Io saltellante.
Il fuori è velato da linee sottili,
significanti, insignificanti.
Rette rigide di una prigione,
la mia casa materna, il mio corpo,
la mia assenza di.

La mia Silvia cambierà nome
e avrà l'aspetto informe delle privazioni,
incastrata in un groviglio di farfugliamenti.
I rapporti svaporano in un diniego,
ed io resto un buco nella pancia del mio Mondo Ciambella.
Che le esse e le zeta si divorino
dando fine al mio particolarismo.
Che l'Amore e il Nulla trionfino
in questa notte calda come il giorno.
June 16

Lista della spesa



Tu. Ti ho cercato. Silenzio.
-Aspetta!-
Le foglie, il vento, la televisione?
-Rumore-
Lo stesso giardino di ieri.
La pancia, afrore di chiuso.
La forma perfetta della natura e
la mia imperfezione.
Espressione, deduzione, connotazione.
Appunto: la struttura è crollata.
Estetizzazione del barbecue.
Tovaglia con limoni gialli e
              lista della spesa.
Il poeta, il cassiere, lo studente di medicina.
Le mie mani non ci sono più.
Tu. Aspetta! Non ci sei più.





May 31

La mia San Pietroburgo





Lungo il fiume. Costeggio.
Acqua a destra. Colori opachi a sinistra.
A San Pietroburgo cade sempre la neve.
Breve vita delle impronte. Le mie e le loro.
Loro?
Gli abitanti di questa città che uccide i piedi.
Dietro la porta sei vivo. Oltre la porta sei morto.
Un palazzo con molte scale senza essere a New York.
Porticina all'ultimo piano. Perchè l'ultimo è sede di omicidio.
Stufa, samovar, con tanto di vecchietta con coperta.
Lei è immobile, ad un angolo, su una sedia in legno.
Quante rughe ha il suo viso? Quante ne può contenere.
I capelli raccolti in una sciarpa leggera;
di un rosso sporco. Il colore russo.
Dall'altra stanza.
Un tavolo. Una candela gocciolante luce e cera.
Siamo nel Mondo a parte. Qui non esiste l'elettricità.
Uomini. Saranno una decina.
Quello più giovane ha la voce più forte.
Grida. Dobbiamo reagire! Assalire!
Morire.
Chi ha i baffi, chi il cappello.
L'azione non è concitata.
Stanno preparando una ribellione.
La ribellione delle statue contro la neve.
Anche qui una sedia in angolo.
Un uomo con sia i baffi che il cappello.
Ma lo tiene in mano.
Nessuno ci ha mai detto se i personaggi russi sono belli.
Ha i capelli castano rossicci e gli occhi verdi.
Ben tenuto. Forse un pò logore le maniche della giacca.
Ciò che sappiamo fin dall'inizio è che è molto intelligente.
Sappiamo anche che è pazzo.
E' lui San Pietroburgo?
E' sempre serio. Però a volte ride o digrigna i denti.
Solo alla fine scopriamo che è capace di piangere.
Può avere un'identità o due.
Nel caso avrà un fratello e si abbracceranno a un certo punto.
Ma ora è qui. Seduto. Silenzioso.
Sicuramente sta pensando a una donna.
Anche lei è pazza e non meno colpevole.
Lo sta aspettando nel suo salotto, circondata da pretendenti.
Loro sono vermi, usurai, sanguisughe, parassiti.
Ha già in mano il sacchetto di rubli da gettare nel fuoco.
Questo è il suo gesto. Il suo Grande Gesto.
Un altro salotto e un' altra donna, dalla voce miagolante.
Parla poco quanto basta. E' la causa di tutto.
E' lei San Pietroburgo?
La prima donna muore. La seconda scompare.
L'uomo russo resta solo con le sue colpe.
Il delitto è il sacrificio per salvare la Russia
e la Russia non crede nella sua redenzione.
Nessuno si salva, lo vuole la neve.
Allora chi è San Pietroburgo?



April 27

L'intellettuale



Stanza di oggetti oscuri dal volume incessante.
Futilità l'utilità per gli occhi colti.
Cogli il gusto petroso dal petrarchismo.
Schiocchi dita e lingua leggendo versi.
-Ahimè, lasso me, laissez moi tomber!-
Che cerci?
Tentennio le tue gambe di fronte al Contemporaneo.
Ventunesimo secolo maledetto, deprivato e sghembo
nei tuoi pensieri. Contrasti il tempo.
Pregusti piano, dal suono Aulico al Limaccioso.
Intelletto, intellectus, intelligo, de gustibus.
Intellettuale dei miei stivali che sorseggi Croce
spelucchi Contini e la Corti Maria.
-Hélas! Pourquoi il n'y a jamais personne qui veut jouer avec moi?-
L'iter prescritto, regolare.
I dolci svaghi dei film d'estate:
mattina Anghelopulos, sera Tarkovskij.
Ma Dante, Dante resta sempre immortale.
La notte sogni, hai tu il potere.
E tu? E io? Faremo l'amore. Tra i libri,
i film, i quadri, gli specchi.
Sarà un amore intelligente, e basia mille
deinde centum.
-Mon Dieu! Laissez moi
 dans les soirs d'été!-




Neve




Amore respirando le narici ti si riempiono di neve.
Il frastuono è trascorso sotto i ponti
e le cellule galleggiano impassibili nell'acqua.
Amore cancellando nella vita la morte degli amanti
affoghi di ricordi lo scorrere del tempo.

Bianca il tuo nome di rosa senza petali,
le mani nodose e gli occhi in paralisi.
Amore sospirando soffi i baci del passato;
la tua pelle le tue labbra ancora umide.
Amore coprendoti dal sole resti incolume   

e i                                 cielo. 
     raggi                   nel
             si dileguano 
 
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